collettivomensa "mimmo topatsio"

.pensa prima di andare a mensa
lunedì, 21 aprile 2008

Infedeli alla linea

 Scorrazzare infelici nel tempo che fu…?  uhm
            Ma come? Non vi sarete di sicuro domandati da dove venisse la proto idiozia del collettivomensa.. sì? .. (?!)
            ehm..
            .. bene, ci sono altre domande?..
            Meglio, possiamo evadere la prima allora.. dunque..

    Giovani tutti, ma vi pare per caso semplice passare una vita intera ad ascoltare le proprie auto-confessioni ai centralini delle linee erotiche, ai centralini degli ospedali, degli ospizi, dei carabinieri e del'Anonima Molestatori?

Eccheccazzo, abbiate rispetto per chi domani c’ha da riposare..
        Beh, sì, in effetti è molto semplice.. basta solo avere qualcosa di noioso da raccontarsi e non avere aspettative sulle risposte poco attente che si potrebbero ricevere..

 

..pensa, una volta raccontòmmi che..


..che una volta ho raccontato ad un mendicante una barzelletta su un mendicante..
gli ho dato tremila lire e lui ha fatto finta di averla capita.
        Per altre mille lire ha sorriso senza sbilanciarsi.
        Per cinquecento lire false si è sbilanciato ed è caduto su un marciapiedi del centro..
l’ho denunciato per furto e per intralcio alla viabilità e ci ho ricavato i sette euro, che aveva faticosamente mendicato in un mese.
        Con sette euro ho comprato zero virgola un  grammo di eroina tagliata male.
        Mi sono denunciato ad un agente della DIGOS travestito da mendicante e non mi ha creduto.
        L’ho denunciato ad un vero mendicante:  “fratzello thù shei combletamende imbazzhito!”
        Sono molto più in-credibile di voi. Ma molto più credibile di un mendicante del centro. Tranquilli.
        Il menDIGOs mi ha dato centomila lire: “vai a comprarti una dose, pezzente, e fatti rivedere presto”.
        [fu proprio allora, lo ricordo benissimo, fu proprio allora che mi toccai le palle]..
        mentre mi incamminavo verso un tombino aperto, guidato da una puzza irresistibile, decisi di andare a fare la fila alle Poste. Giunto alle Poste rapinai indisturbato un “elimina code”, uscii disturbato e distribuii tutti i numerini ad i meglio bisognosi della zona..
        lo stato di ebbrezza in cui non mi trovavo mi aveva fatto sentire meglio..
        meglio di domani, quando sarei stato ebbro e avrei compr.. [fu proprio allora, ma questa volta la notizia è tutta da    verificare, fu proprio allora che..] ..caddi in un tombino chiuso.
        Chiuso ma molto fragile. Così fragile che si ruppe col mio peso irrilevante e mi fece precipitare giù
        (..solitamente, a questo punto della storia mi sveglio dall’incubo e mi dico.. cazzo Goran, sei proprio figo, perché non facciamo un bel sogno erotico su me e me che ci tocchiamo e.. n.d.p.)
..mi svegliai in ospedale con il naso rotto e i piedi ingessati.
stavo quasi per svenire e lo feci.
..mi svegliai ed ero completamente guarito.. o ero per metà morto.
        Mi alzai di scatto, ci misi quasi un mese in realtà, ma a me sembrava solo un lunghissimo attimo, presi la rubrica telefonica, il telefono e pigiai:
uno sei sei - nove tre ott.. “ragazzi, ho qualcosa di stupefacente da raccontarvi, dai, stavolta è bella, oh, sono quasi morto, cazzo, per dirvi sta storia.. oh, e non ve la tirate pure voi come faccio  io, dai che mi resta ancora molto da vivere.. dai che me ne resta ancora per poco.. vafangùlo; a questo punto era meglio che non ci cadevo in quel cazzo di tombino”.

 
       

        Bene, altre domande da evadere?
        Altre risposte auto-inconclusive?
        Aaaaaaahhh [gemito di parziale insoddisfazione]
        ..non c’è niente di più eccitante di un pubblico insoddisfatto.

        Esclusa, naturalmente la totale assenza di pubblico.

postato da collettivomensa alle ore 09:50 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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Elogio a me stesso

Utente: collettivomensa
Nome: Roman Cadorna
suono giallo in Sudafrica, stitico in Europa, chicano a San Cesario, anarchico in spiaggia, palestrato in Israele, indegno nelle strade di San Cristóbal, aguzzino di una gang a Neza, busker a Cu, ebreo nella Germania democratica, ombudsman undubudu, femminista nei partiti pedofili, comunista nell'Era Glaciale, ritenuto a Cuba, pianista in Bosnia, pusher nelle Ande, mestruo nella Cnte, autista senza galleria o cartelli, casalinga un sabato sera in qualsiasi quartiere di qualsiasi città di qualsiasi Messico, guerrigliero del mestolo della fine del I secolo, scioperante dell' ATAF, riporto di notte e di riempimento nelle pagine interne, maschilista nel movimento femminista, uomo solo nella metro alle 5 di sera, cerca autista di metro delle 5.15, pensionato annoiato dalle Zòccole, contadino multilato, operaio pre-occupato, mendico senza impiego, udente anticonformista, ridente nel neoliberismo, trattore senza libri né lettori e, certamente, pensatore prima di andare a mensa, zappatore autocelebrantesi. Mimmo è tutte le minoranze che, rifiutate e oppresse, resistendo, esplodendo, dicono "Mo basta!".. Tutte le minorate nel momento di parlare e le maggiorate nel momento di tacere e fottere. Tutti i rifiuti cercano una parola, la loro. parabola che restituisca la maggioranza agli eterni noi. Tutto ciò che dà fastidio al potere e alle buone conoscenze, questo è il collettivo mensa 'Mimmo Topazio'..


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