collettivomensa "mimmo topatsio"

.pensa prima di andare a mensa
sabato, 27 settembre 2008

L'ortaggio della fruibilità

Io sono Supermèn.

Supereroe distruttibile.

Mi chiudo fuori casa quando la notte cala, per spiare il crimine dallo spioncino del portone.

Ho una corazza di paglia e fango, che mi crolla addosso ad ogni terribile soffio di vento a cui dono nomi di donna.

Divento nero quando il giorno sparisce.

Sparisco e a me.. non mi trovano più.

Difendete da soli poi i vostri cazzo di castelli.

Ho le palle piene.
Di idee manco a dirlo e infatti non lo dico.
Lo dico tra noi sto diventando finocchio.

Un euro e venti al chilo su uno scaffale della Conad dei cinesi.

Mica male davvero, la melanina d’alta qualità.
Io sono Supermèn.

Dalla serranda spio rumori consueti annotando ogni minima stonatura sul mio strumento scordato.

Distrattamente catturo profili e donne e le loro ombre impresse sulle pareti rugose dei nidi d’amore. Non sono solo.

Organizzo droga party in cui si muore ed ho un sacco di nemici. Morti.

Sotto la corazza ho un distintivo che vi richiama tutti all’ordine.

Il terrore sui vostri volti inebetiti.

Sotto il binocolo da guardone ho un fucile d’imprecisione pronto ad accarezzarvi il colon a lume di candela. Romanticismo bathroom.

Potevo uccidere Kennedy e non l’ho fatto. Odio andare in tv.

Ho massacrato dodicimila bosniaci musulmani del cazzo, bevendo per mille giorni champagne e grumi di sangue, e nessuno ha parlato di me.

Tutti impegnati a guardarsi l’ombelico “ma com’è fuori il tuo ombelico mamma mia guarda dio mio che schifo”

Non ti vendo giornalini per strada, non sono il collettivomensa.

Piuttosto mi faccio tatuare su ogni strappo di carta igienica per restarti impresso indelebile sul culo peloso.

Arruolarti nel mio esercito di pannacotta e combattere la mia guerra casa per casa. E offrimi un dolcetto elettromagnetico appena sfornato dalla radio satellitare.

Dirti che tutto va va tutto bene recediamo un poco ma solo un po’ e se non la smetti di sorridere ti licenzio ma l’hai voluto tu e ora prova il nuovo ActiviaPlus.

Organizzerò un reality sciò di malattie veneree abbandonate in foreste di peli pubici.

Prevedrò il tempo in combutta coi negri venditori di ombrelli.

Evaporiamo in nuvole blu

E per darmi ragione mi compro un’altra cazzo di magliettina blu

E cammino convinto che quella tineger lì
infondo mi stia guardando

Cammino meno e cammino meglio e cammino di culo e non di cervello

E invece è cieca ed è il suo cane che brama la mia carne.
Tiè, cane, mangia la mia cazzo e il mio carne.
Non c’è futuro per me in città
E i contadini non li sopporto più

Certo, esistono i pastori, i cittadini di collina e i barboni underground

Ma non è che posso fare l’intellettuale fognario
O il tecnico comunale.

Io che odio le api in tv e guardo il paesaggio solo se incorniciato.

Con l’arte moderna hanno decomposto la realtà
Trasformando carenza di tecnica in ideale postumo
Prima si sbaglia
E poi si pensa a renderlo giusto
Collettivomensa collettivomensa collettivomensa
Fai cose giuste e fallo per me
E poi pensa a come renderle sbagliate.
Oltraggio alla fruibilità

Credete a me, io sogno Supermèn.

E il mio ombelico fa veramente shchifo.. accattatevìllo.

 
postato da collettivomensa alle ore 12:49 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
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sabato, 06 settembre 2008

sweet child in down

Stamattina mi sono svegliato e mi sono chiesto “e stamattina che mi invento?” e stamattina mi sono risposto “bah, da stamattina sono depresso”.

“Fico” ha esclamato la Grand Giury della mia vita.

Hanno tutti accolto con molto fervore la notizia.

 

La cosa per un attimo ha rischiato di rallegrarmi, ma per fortuna mi sono subito ristabilizzato nella depressione.

Esiste un uomo che ha fatto innamorare tutti di sé e poi si è suicidato.

Esiste un uomo che amore ha implorato e poi l’ha ridicolizzato.

Esiste un uomo, se questo è un uomo, allora sarà come minimo di Eboli?

 

In realtà questo post ha l’unico scopo, che non è unico ma biunivoco di spostare al secondo posto in classifica il post di prima classe di prima.

E l’altro scopo è…

Far sembrare questo blog molto aggiornato.

 

Vi chiedete il perché? Intendo vi chiedete: perché far sembrare questo blog più aggiornato di quanto non lo sia?

Vabbene ve lo dico, ma non vi dirò tutta la bugia. C’è arrivata una notizia non attendibile che una ragazza senza tette visiterà questo sito e noi vorremmo tanto farci cogliere impreparati ma…come si fa a resistere?

 

Sapete che c’è… questo post non lo scrivo più.

Oppure lo scrivo e vi dico che non lo scrivo.

O meglio ancora gioco con il fatto di dirvi che scriverò di non scrivere questo post.

 

Ma quante idee che c’ho questa mattina?

 

Il concetto di fondo è: perché scrivere solo se si hanno delle belle idee?

Ma dove si è visto?

Fate la raccolta differenziata coi rifiuti ma non con le idee.

Le idee non si buttano.

 

Credo di aver finito.

Penso di ringraziarvi, per l’attenzione.

Tributiamo dei minuti di vita a delle non-idee.

Soprattutto dei minuti preziosi.

Quindi se vi muore un figlio, invece di andare a piangere sul suo capezzale aprite internet e leggete questo post.

Tributateci dei minuti preziosi.

Tributateci dei momenti importanti.

Donali al collettivomensa leggendolo, verrai ricambiato con falsa ironia.

Ah.

 

Ora è veramente troppo poco, posso andare.

postato da collettivomensa alle ore 17:41 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
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Elogio a me stesso

Utente: collettivomensa
Nome: Roman Cadorna
suono giallo in Sudafrica, stitico in Europa, chicano a San Cesario, anarchico in spiaggia, palestrato in Israele, indegno nelle strade di San Cristóbal, aguzzino di una gang a Neza, busker a Cu, ebreo nella Germania democratica, ombudsman undubudu, femminista nei partiti pedofili, comunista nell'Era Glaciale, ritenuto a Cuba, pianista in Bosnia, pusher nelle Ande, mestruo nella Cnte, autista senza galleria o cartelli, casalinga un sabato sera in qualsiasi quartiere di qualsiasi città di qualsiasi Messico, guerrigliero del mestolo della fine del I secolo, scioperante dell' ATAF, riporto di notte e di riempimento nelle pagine interne, maschilista nel movimento femminista, uomo solo nella metro alle 5 di sera, cerca autista di metro delle 5.15, pensionato annoiato dalle Zòccole, contadino multilato, operaio pre-occupato, mendico senza impiego, udente anticonformista, ridente nel neoliberismo, trattore senza libri né lettori e, certamente, pensatore prima di andare a mensa, zappatore autocelebrantesi. Mimmo è tutte le minoranze che, rifiutate e oppresse, resistendo, esplodendo, dicono "Mo basta!".. Tutte le minorate nel momento di parlare e le maggiorate nel momento di tacere e fottere. Tutti i rifiuti cercano una parola, la loro. parabola che restituisca la maggioranza agli eterni noi. Tutto ciò che dà fastidio al potere e alle buone conoscenze, questo è il collettivo mensa 'Mimmo Topazio'..


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