Mettiti davanti alle poste e rapina le vecchiette che hanno appena preso la pensione. Ehm. Bene. Quando arrivi alla ventesima vecchietta forse avrai abbastanza soldi per comprarti una pistola. Con quella vai a derubare un supermarket di un pakistano. Rubagli tutti i pacchetti di patatine che ha. Dovrai essere affamato dopo tutte quelle vecchiette. Riposati un secondo, poi pulisci il calcio della pistola e buttala in un cassonetto. Non vuoi mica farti beccare. Benissimo. Ora, finalmente, potrai vincere migliaia di euro, non ti resta che iscriverti a “Il Milionario”. Conosco un tipo che ha vinto un sacco di soldi. Fidati, funziona. E comprati pure un biglietto della lotteria già che vai a Roma. Oppure delle azioni. Investile. Oggi è così che ci si fa la grana, figliolo. Di borse, tanto, già te ne intendi, quindi. Oh, guarda là, bellissimo…
C’è un asino che vola.
Attenzione: la lettura di questo racconto ti costerà quattro minuti della tua vita. Lo dico per il semplice fatto che ora sei ancora in tempo per lasciarmi perdere e tornare alla tua vita.
Lo ammetto: ci sono cose molto più importanti da fare che leggermi. In quattro minuti ti fai una sveltina, una partita a flipper, puoi perfino scaccolarti il naso fino in fondo.
Te lo pulisci ben benino e poi inizi a respirare a pieni polmoni, o a piene narici, che dir si voglia. Che ne pensi? Ancora qui. Le dita nel naso non si mettono, be’ come vuoi. Sei testardo. Allora ti convinco io, ascolta.
Io a dodici anni non sono mai stato in riformatorio, non le ho mai viste di tutte i colori. A dodici anni la peggiore bravata l’ ho fatta quando sono rimasto fino alla fine a vedere alla televisione il film delle 20.30. Seduto sul divano con i miei.
Non sono un cacciatore di teste, né un vampiro. Non sto sotto terra, né tre metri sopra il cielo.
Non ho mai fatto un’ operazione per cambiare sesso, sebbene me lo abbiano consigliato in molti. Non sono mai stato violentato, tanto meno da un parente. Se la polizia mi ferma non succede che mi perquisisce il pacco così poi misteriosamente scoppia l’ orgia. Non ho una dipendenza isterica dall’ alcol, e non ho mai ucciso nessuno, neanche per sbaglio.
Lo dico con un certo rammarico. A quest’ ora venderei molto di più.
Me ne dispiaccio; ho avuto un’ esistenza, che tu, mio ipocrita lettore, definiresti normale. Non ho cercato di far assomigliare la mia vita all’ arte. Non sono stato un eroe. Non ho guidato slitte trainate da renne né mi sono mai lanciato dai palazzi con addosso una mutanda rossa. Sono simpatico probabilmente solo quando cammino in ginocchio e la mia ironia spesso confonde anche me. Dimentico qualcosa? Ah, sì, non sono poi tanto alto.
Probabilmente Brad Pitt si rifiuterebbe di interpretare il mio ruolo nel film ispirato alla mia vita. Film che, tra l’ altro, nessun regista girerebbe. I miei drammi non ci starebbero bene con una colonna sonora di Morricone. Le donne che ho avuto non avevano le tette di Pamela Anderson, né il sex appeal di Julia Roberts. Per questo non riesco a spiegarmi come io abbia fatto ad amarle.
Ci ho pensato a lungo. Potevo benissimo iniziare ad annoiarti con una prosa ostica, magari con innumerevoli descrizioni di visioni da scrittore in acido. Ma mi dispiace, non sono neanche Nick Cave. Ho voluto mettere per benino le cose in chiaro, ma se sei arrivato fin qui non ti azzardare a dare la colpa a me, perché è tutta colpa tua.
Questa che ti racconto è una storia che potevi benissimo scrivere tu, se solo non perdessi il tuo tempo a leggere e a vedere film inutili. E’ una storia che non ha bisogno di effetti speciali. La potresti vedere con i tuoi occhi. Basterebbe che, un giorno, tu uscissi di casa.
Svegliati. Lavati i denti, mettiti una maglia col cappuccio e infilati delle mutande rosse in testa. Poi vattene in giro così.
No, sto scherzando… Ti avevo avvisato che non ero simpatico e tutto il resto.
Va bene, insomma, non perdiamo tempo che ho solo quattro minuti. Ti puoi vestire come vuoi. L’ importante è che esci di casa. Vattene in centro, magari di mattina. Ed inizia a camminare. Scruta la gente. Quella che passeggia, quella che guarda le vetrine. Quella che cammina con passi svelti, con facce indaffarate. Quella che sembra avere sempre qualcosa da fare. Che sta facendo tardi ad un appuntamento fondamentale. Ecco. Ora scegliti una persona. Una persona a caso, o una persona che ti attira. Una persona normale, speciale. Bella, brutta. Quello che vuoi tu.
Dopodichè inseguila. Nick Belane (un idiota alcolizzato) era il più dritto investigatore di Los Angeles non vedo perché non potresti esserlo anche tu. Intendo un investigatore, non un idiota alcolizzato, quello richiede più esercizio.
Pedinala. Vedi cosa fa. Scruta ogni particolare. Prendi appunti, se vuoi. Registralo su un mp3. Vedi dove lavora, dove abita. Scopri se ha una moglie. Se la tradisce. Scopri quanti cucchiaini preferisce nel caffè quando lo ordina nei bar. Te lo assicuro è meglio della televisione. Meglio del Grande Fratello. La storia è lì davanti a te. Ed è interattiva. Pensaci. Un giorno potresti parlargli.
Potresti entrare nel film che prima stavi solo guardando. Decidi tu, puoi essere una comparsa, l’ attore principale. Basta recitare un copione.
Questo è meglio del cinema. Non costa una lira. A parte il rimborso spese, che nessuno effettuerà. Se trovi una persona che abita in un’ altra città, che sta per prendere un treno. Bè, lì le spese aumentano. Ma addebitale a me. Mi metto a scrivere un libro in cui mi scopo il cadavere di mia nonna e ti rimborso il biglietto.
Io l’ ho fatto. Intendo il pedinamento non la necrofilia, mia nonna è viva e vegeta. Poi fammi sapere come è andata, eh...
Ah, comunque...5, 4, 3, 2, 1...fregato!
